Non riesco a smettere d'ascoltare questa canzone: la mando indietro un attimo prima che finisca e la ascolto, cinque, sei, sette, infinite volte.
Non voglio smettere, mi fa pensare, scrivere: mi fa sentire piena, felice e malinconica nello stesso tempo.
Mi fa godere di questa serata, di questo momento, di questo periodo della mia vita.
CHANGE YOUR HEART, LOOK AROUND YOU...
... I NEED YOUR LOVIN'.... LIKE THE SUNSHINE...
Cancellereste qualcuno dalla vostra memoria, dalla vostra mente, solo perchè vi ha fatto soffrire? Ciò significherebbe cancellare anche tutti i momenti belli.
Io lo troverei orribile, insopportabile. Magari, con un nuovo inizio, commettereste ancora gli stessi identici errori: non sarebbe fantastico? Significherebbe che amare, allora, ha avuto un senso, nonostante tutto, ne è valsa la pena. Anche se poi sarà destinato a finire.
Quante cose non facciamo per paura di sbagliare, o semplicemente per pigrizia, o peggio ancora per il timore di quello che la gente penserebbe di noi.
Quante occasioni ci facciamo scappare...
Vorrei rotolarmi di nuovo nella neve con te e bagnarci tutti. Vorrei correre su una spiaggia deserta d'inverno. Vorrei sedermi su un tronco e scrivere i miei pensieri su foglietti sparsi che porto sempre con me. Vorrei fare la scema con te davanti alla gente che ci guarda male, con l'aria stralunata, o offesa, o invidiosa.
Vorrei fare un viaggio in treno, anche se breve. Vorrei pranzare prendendo in giro quelle coppie che non parlano, che sembrano morte. Vorrei guardare le stelle e fare a gara per chi conosce più costellazioni. Vorrei portarti nei miei ricordi d'infanzia più belli o più imbarazzanti.
Quanto tempo è passato dall'ultima volta che abbiamo fatto tutto questo?
Lo faremo ancora lo so, e molto altro in più.
Nessuno cancellerà mai niente di quello che siamo stati o saremo. Mai nessuno.
... EVERYBODY'S GOTTA LEARN SOMETIME...
(Eternal Sunshine of the Spotless Mind)
giovedì 26 gennaio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
Ho pensato tanto a come scrivere questo post: il post del mio matrimonio.
Ma sono arrivata ad una conclusione: per quanto mi fossi sforzata, non sarebbe stato mai abbastanza...
Non sarebbe stato mai abbastanza per spiegare ciò che ha significato per me, per noi, quel giorno.
La foga degli ultimi preparativi, le mille emozioni che si mescolavano insieme il giorno prima del grande si: un giorno pieno di aspettative, preoccupazioni, paura, eccitazione, panico addirittura, sfociato in un pianto che non sono più riuscita a trattenere fra le braccia della mia migliore amica, proprio nel bel mezzo del salone del parucchiere!
E poi, per contrasto, l'assoluta tranquillità del mattino dopo, la sicurezza di quello che stavo facendo, la calma e il mio sorriso stampato, sempre.
Le lacrime di mio padre, quel grande, grosso uomo dal cuore duro che vuol sembrare, i suoi quattro fazzoletti consumati!
E finalmente, l'emozione nei nostri occhi, quando sono scesa dalla macchina e lui mi stava aspettando sui gradini della chiesa; il primo sguardo che ci siamo scambiati che ha parlato più di mille parole... toccare la sua mano e vederla tremare, le sue labbra che impercettibili si sono mosse e in cui ho letto un dolce "sei bellissima"...
Tutto questo circondati dall'affetto delle nostre famiglie e dalla gioia dei nostri amici più stretti, buon cibo, tante foto, mille risate e il desiderio che questa giornata non finisse mai.
Come posso descrivere veramente ciò che è stato?
Come posso farvi capire quanto fosse pieno il mio cuore in quei momenti?
Perciò mi limito a mettere qualche foto, sperando che parlino meglio di come so fare io.
Veramente, il giorno più bello della nostra vita, banale ma vero.
Ma sono arrivata ad una conclusione: per quanto mi fossi sforzata, non sarebbe stato mai abbastanza...
Non sarebbe stato mai abbastanza per spiegare ciò che ha significato per me, per noi, quel giorno.
La foga degli ultimi preparativi, le mille emozioni che si mescolavano insieme il giorno prima del grande si: un giorno pieno di aspettative, preoccupazioni, paura, eccitazione, panico addirittura, sfociato in un pianto che non sono più riuscita a trattenere fra le braccia della mia migliore amica, proprio nel bel mezzo del salone del parucchiere!
E poi, per contrasto, l'assoluta tranquillità del mattino dopo, la sicurezza di quello che stavo facendo, la calma e il mio sorriso stampato, sempre.
Le lacrime di mio padre, quel grande, grosso uomo dal cuore duro che vuol sembrare, i suoi quattro fazzoletti consumati!
E finalmente, l'emozione nei nostri occhi, quando sono scesa dalla macchina e lui mi stava aspettando sui gradini della chiesa; il primo sguardo che ci siamo scambiati che ha parlato più di mille parole... toccare la sua mano e vederla tremare, le sue labbra che impercettibili si sono mosse e in cui ho letto un dolce "sei bellissima"...
Tutto questo circondati dall'affetto delle nostre famiglie e dalla gioia dei nostri amici più stretti, buon cibo, tante foto, mille risate e il desiderio che questa giornata non finisse mai.
Come posso descrivere veramente ciò che è stato?
Come posso farvi capire quanto fosse pieno il mio cuore in quei momenti?
Perciò mi limito a mettere qualche foto, sperando che parlino meglio di come so fare io.
Veramente, il giorno più bello della nostra vita, banale ma vero.
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